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Seduta congiunta del Consiglio regionale e del Consiglio delle Autonomie Locali
Due consigli per ridisegnare il futuro
Il Consiglio Regionale ed il Consiglio delle Autonomie Locali sono stati convocati dai rispettivi presidenti Giacomo Spissu e Graziano Milia, in seduta congiunta, per adempiere, per la prima volta, all’obbligo normativo di “riunirsi una volta all’anno prima dell’esame della Finanziaria”.
Un’assemblea di 141 componenti che nonostante lo spazio inadeguato ha dato luogo ad un confronto di straordinaria vivacità e utilità.
Il Consiglio delle Autonomie Locali è stato istituito con l’approvazione della legge 1 del 2005 su proposta dei Riformatori Sardi (della quale sono stato primo firmatario ) e che si è insediato qualche mese fa nonostante il Governo abbia impugnato la legge regionale di fronte alla Corte Costituzionale.
I problemi e i disaggi nei quali si dibattono i Comuni e le Province non sono tardati ad emergere per voce dei primi cittadini. Un coro unanime nel ritenere che la pari dignità istituzionale è una conquista per adesso solo scritta nella carta costituzionale ma che ora deve essere concretamente tradotta nei fatti. Un monito, insomma, a che al centralismo dello Stato ora non si sostituisca un neo centralismo regionale.
Il presidente SORU ha incassato il colpo rispondendo agli amministratori locali che l’obiettivo della regione è quello di costruire “insieme” le regole future che avranno rispetto assoluto dei ruoli che, se pur distinti, dovranno essere improntati alla equiordinazione. L’assessore GianValerio Sanna ha sottolineato che non vi potrà mai essere equiordinazione se contemporaneamente non si applicano i principi reali della sussidiarietà.
Sul fronte delle pressanti richieste indirizzate al presidente Soru da parte del presidente Milia di “maggiori attenzioni verso il problema dell’impoverimento delle risorse assegnate agli Enti Locali e dell’esigenza di ripensare ai criteri di riparto della legge 25” non si sono avute risposte… ma è evidente che il confronto è appena iniziato e siamo solo alle prime battute. Chi vivrà vedrà!
Sergio Pisano |