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Una proposta della coldiretti per isolare il monopolio degli industriali
Si chiama OP la nuova via del latte
E’ senza fine il dramma del prezzo del latte. Il Presidente Soru aveva scommesso tutto l’impegno dell’amministrazione regionale dicendo che fra i problemi posti sull’agenda quello del prezzo del latte aveva una importanza “all’ennesima potenza”. Certo se fosse stato un buon matematico avrebbe dovuto dire quanto per lui valeva la variabile “n” per capire quale era realmente l’importanza che veniva data alla trattativa del prezzo del latte.
La posizione degli industriali è ormai nota: non si presentano al tavolo della negoziazione contrattuale mentre i 51 centesimi dell’accordo precedente è inferiore al prezzo commerciale di un litro di latte di ben 10 centesimi di euro. Una differenza piccola ma insormontabile per via dell’arroganza monopolistica degli industriali del settore lattiero-caseario.
Ai dieci centesimi della discordia vanno ad aggiungersi i 14 centesimi del prezzo integrativo regionale i cui tempi per la corresponsione sembrano ancora molto distanti.
E così il dramma delle oltre 17 mila aziende ovino-caprino rimane per intero, un dramma che coinvolge circa 100 mila operatori . La produzione totale di latte ovino era nell’annata 2003/2004 pari a 381 milioni di litri, mentre nell’annata 2004/2005 nonostante se ne siano prodotti soltanto 310 mila litri, con una sensibile contrazione del 20%, il prezzo è rimasto invariato: appena 50 centesimi, meno del prezzo dell’acqua insomma. Rischia di essere tutto incomprensibile, ancora di più quando si pensa che mediamente per un Kg. di pecorino occorrono 6 litri di latte e che il suo prezzo medio negli Stati Uniti è di 4,26 euro.
L’unica novità in questa tragedia del nostro più importante settore economico è quella indicata dall’associazione regionale dei coltivatori diretti che ha ideato la via dell’associazionismo attraverso l’OP (organizzazione produttori), un sistema cooperativistico che no n vuole però tornare al passato, a quel recente passato che aveva finito per non garantire la libera concorrenza dentro un quadro di mercato libero. La strada non è facile ma è quella giusta : in poche settimane il conferimento di prodotto ha superato la soglia dei 5 milioni di litri ed il risultato è che sul libero mercato il prezzo del latte ha recuperato subito alcuni centesimi preziosi, quelli che sono mancati proprio all’accordo.
Sergio Pisano |