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Ricorso al Presidente Ciampi dei Riformatori Sardi contro la discriminazione
I Riformatori Sardi alzano il tiro e con una lettera diretta al Presidente della Repubblica Azeglio Ciampi ripropongono un problema che penalizza enormemente i giovani sardi “fabici”che vengono esclusi dalle opportunità di lavoro offerte dal servizio militare professionale ( oltre che nell’esercito anche nella Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Polizia Penitenziaria, Corpo Forestale dello Stato, Corce RossaIl Prof. Antonio Cao , scienziato e direttore dell’istituto di neurogenetica e neurofarmacologia del CNR , che ha sposato per intero l’iniziativa dei Riformatori sardi, non ha dubbi nel ritenere che ci sia alla base di questa discriminazione molta ignoranza sul problema del favismo (una semplice carenza genetica dell’enzima Glucosio-6-fosfato-deidrogenasi, meglio nota G6PD - ): infatti anche la recente tabella contenente le “infermità causa di non ammissibilità al servizio militare, approvata il 5 dicembre del 2005 con apposito decreto dal Ministero della Difesa, che non è basata sul acun presupposto scientifico, confonde paradossalmente una semplice “predisposizione” genetica ad una malattia invalidante e quindi causa di non ammissione.
Ma se fino a questo momento c’è stata poca attenzione da parte dello Stato, che ha riposto con il silenzio alle numerose interrogazioni e proposte presentate dal parlamentare sardo Michele Cossa, da sempre in prima linea su questa battaglia, anche la Regione non ha dimostrato alcuna sensibilità e nonostante personalmente abbia presentato delle interrogazioni urgenti sia al Presidente della Regione Renato Soru e all’Assessore della Sanità Nerina Dirindin per segnalare il “caso” di Cristian Cabiddu di Senorbì e di tutti i giovani affetti da “favismo.
L’incidenza in Sardegna del favismo, riferisce il Dott. Cao, è elevatissima, dell’ordine del 16,5% per i maschi e ancora superiore per le donne.
I numeri sono semplici da dedurre vuol dire che dei 25.000 posti di lavoro che annualmente vengono messi in palio dalle opportunità offerte dai servizi militari e delle forze dell’ordine soltanto il 4,5% vengono beneficiati dai sardi, nonostante la grande richiesta e questo basso livello percentuale è principalmente derivato dalla non ammissione per fattori sanitari .
In realtà questa assurda eliminazione che penalizza i giovani sardi va a “premiare” i giovani delle altre regioni. Si può valutare, con proiezioni anche prudenti, che oltre un migliaio di giovani sardi ogni anno perdono un’occasione di lavoro per colpa di questa assurda ingiustizia .
Questa ingiustizia vige dal 1986, anno nel quale tra le infermità invalidanti al servizio militare era stata inserita quella della “carenza del G6PD
Il Prof. Cao dice anche che si riscontra una palese violazione della norma sulla privacy e che occorrerà ricorrere anche al garante.
Massimo Fantola, leader dei Riformatori, conclude proponendo una grande mobilitazione in Sardegna, che serva a rappresentare un dramma che riguarda il 20% della popolazione e che implica una palese violazione dei principi costituzionali e delle pari opportunità, ma allo stesso tempo occorre sensibilizzare tutte le cariche istituzionali a partire dal presidente Soru, i presidenti delle Province, fino a coinvolgere tutti i 377 Sindaci della Sardegna.
Speriamo che non debba più capitare quello che è capitato a Cristian Cabiddu e che non si abbia più a dover perdere una occasione di lavoro per un fattore genetico.
Sergio Pisano |