|
Una finanziaria avara
“Arpagone, l’avaro del Molièr, pur di risparmiare non dava da mangiare ai figli e ai due cavalli. Quando, innamorato della bella Mariana, ordinò allo scudiero di preparare i cavalli per poter raggiungere la promessa fidanzata, lo scudiero riferì che i cavalli a malapena stavano in piedi e certo non potevano avere la forza per tirare la carrozza, tanto erano magri e affamati.
Così è ciò che sta accadendo oggi alla Sardegna e al suo padrone-governatore Renato SORU.
I sacrifici per poter far quadrare i conti e risanare il bilancio sono così eccessivi e così ingiusti, perché a doverli sopportare sono proprio i più deboli, che alla fine la Sardegna non avrà più la forza di andare avanti, di mettersi in marcia, da nessuna parte.”
E’ quanto ho affermato durante la discussione in aula per l’approvazione della finanziaria regionale.
Una finanziaria il cui minimo comun denominatore è quello di aver scontentato tutti . Si, proprio tutti.
E che la finanziaria sia avara è oggettivamente comprovato dai numeri.
Mancano i 170 milioni di euro per il piano straordinario del lavoro.
Poche briciole (appena 5 milioni di euro ) per gli artigiani, zero per i commercianti, zero per l’imprenditoria giovanile (legge regionale N.1/2002), zero per la formazione professionale.
Ma la Finanziaria oltre che insufficiente è anche bugiarda. Si, proprio bugiarda. E questo perché il disavanzo è stato ridotto in maniera “artificiosa” prevedendo delle entrate inesistenti e di difficile realizzo. Solo una speranza di maggiori entrate che si otterrebbero dalla battaglia, unanimemente condivisa da maggioranza e opposizione, nei confronti del Governo sull’esatta applicazione di quanto dovutoci. Ma al di là della condivisione, come bene sanno i Sindaci e i funzionari responsabili dei Bilanci e della Pubblica contabilità, possono essere iscritte solo le entrate”certe”, quelle per le quali cioè vi è certezza dell’assegnazione. Altrimenti sarebbe fin troppo facile far quadrare i bilanci. Qui ,oltre alla speranza, l’unica certezza è quella scritta nel Bilancio dello Stato dove compare la somma che verrà trasferita alla Regione Sardegna in conto compartecipazioni erariali (IRPEF e IVA ).
L’unica riflessione che ci viene da fare è questa: “ma non si doveva iniziare dagli ultimi ?”
Sergio Pisano |