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Finalmente anche per gli artigiani la 488
Il Ministero delle Attività Produttive ha pubblicato la circolare contenente le disposizioni per la concessione delle agevolazioni della nuova legge 488 anche per il settore dell’artigianato fissando i termini per la presentazione delle domande da parte delle imprese artigiane.
Per gli artigiani sardi si tratta di una notizia molto attesa anche per via del perdurare del blocco della legge regionale 51 e quindi dell’assoluta mancanza di altre leggi di incentivazione.
Ormai la legge regionale 51 è, infatti, tristemente ferma alla fatidica data del 23 settembre del 2004 e le domande pervenute alla regione entro questa data ultima non hanno avuto nemmeno istruttoria e ancora meno copertura finanziaria.
Una situazione drammatica per il settore dell’artigianato, uno dei più vitali della nostra economia isolana, che ora, con questa novità ministeriale di apertura alle agevolazioni della 488/92, potrebbe restituire concrete possibilità di sviluppo al settore. Occorre sottolineare comunque che l’impegno che era stato assunto dal governo è stato pienamente mantenuto e con la riforma degli incentivi introdotta dalla legge 80/2005 ora si dà piena attuazione all’estensione anche agli artigiani, fino ad oggi esclusi dal fruire del più importante strumento di sviluppo nelle aree depresse.
Le agevolazioni della 488 sono destinate alle imprese iscritte nell’Albo delle imprese artigiane appartenenti ai settori estrattivo, manifatturiero, delle costruzioni, della produzione e distribuzione di energia elettrica e dei servizi,
Il bando prevede che le spese complessivamente ammissibili siano non inferiori a 100.000,00 euro e non superiori a 1.500.000 euro;
Per la Sardegna il contributo in conto capitale previsto è nella misura del 41% , mentre il finanziamento agevolato, concesso dalla Cassa Depositi e Prestiti ad un tasso pari allo 0,50%. non può essere superiore all’ulteriore 20,50% dell’investimento ammissibile.
Deve comunque essere assicurato un apporto di mezzi propri pari ad almeno il 25% dell’investimento. Per poter accedere alle agevolazioni, infatti, l’impresa deve obbligatoriamente ottenere un finanziamento ordinario da parte di una banca, a tasso di mercato, di importo e durata pari a quello agevolato.La delibera del finanziamento bancario deve essere prodotta già nella fase di presentazione della domanda di agevolazione.Tutti i finanziamenti devono avere pari durata che non può essere superiore a 15 anni e non inferiore a 6, ivi compreso un periodo di preammortamento fino a 4 anni.
Le spese ammissibili riguardano:
• progettazioni, direzioni lavori, oneri di concessione, prestazioni per ottenere le certificazioni di qualità (il tutto con il limite del 5% dell’investimento complessivo ammissibile,
• acquisto suolo (con il limite del 10% dell’investimento complessivo ammissibile) e sue sistemazioni
• acquisto o costruzione immobili, opere murarie e assimilate
• macchinari, impianti ed attrezzature (a condizione che siano nuovi di fabbrica)
• programmi informatici, brevetti
• acquisto del solo immobile aziendale, qualora l’impresa conduca la propria attività in locali in fitto
Tutte le immobilizzazioni materiali e immateriali agevolate non potranno essere distolte dall’uso prima di 5 anni dalla relativa entrata in funzione.
Il programma da agevolare può riguardare realizzazione di nuovo impianto, ampliamento, ammodernamento, riconversione, riattivazione e trasferimento :
Al momento della presentazione della domanda, le imprese devono essere già iscritte all’Albo delle imprese artigiane e devono trovarsi nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essendo sottoposte a procedure concorsuali né di amministrazione controllata.
Possono presentare domanda anche le nuove iniziative limitatamente alle ditte individuali non ancora iscritte all’Albo purché titolari di partita Iva ma dovranno obbligatoriamente iscriversi a fine investimento.
Entro la data di chiusura dei termini di presentazione delle domande, il soggetto richiedente dovrà avere la piena disponibilità del suolo o degli immobili interessati dal programma di investimenti e gli stessi devono essere già rispondenti alle norme urbanistiche e di destinazione d’uso. La norma è vincolante perché ha l’obiettivo di rendere immediatamente "cantierabili" i progetti presentati.
Per disponibilità legale si intende un titolo (proprietà, contratto di affitto, di comodato, preliminare di vendita, diritto reale di godimento, atto formale di assegnazione, concessione demaniale) che consenta l’immediato inizio dei lavori, che deve essere necessariamente registrato entro i termini di chiusura del bando.
Devono inoltre essere classificate come imprese di piccola dimensione, cioè con meno di 50 dipendenti, con un fatturato non superiore a 10 milioni di euro e in possesso del requisito di indipendenza, non è cioè controllata da impresa di dimensioni maggiori.
E’ importante però osservare che nella 488-Artigianato gli indicatori che determinano la posizione nella graduatoria sono tre:
1. Rapporto tra la misura massima del contributo in conto capitale e la misura richiesta: cioè meno contributo si chiede in percentuale più punti si acquisiscono.
2. Punteggio complessivo conseguito dal programma sulla base di specifiche priorità regionali: sono i punti assegnati in base alle scelte regionali, approvate dal Ministero, con riferimento ai settori di attività, al territorio o alla tipologia dell’investimento.
3. Rapporto tra le spese ammissibili relative a macchinari, impianti e attrezzature e il totale delle spese ammissibili del programma: vengono cioè privilegiati gli investimenti in mezzi produttivi rispetto a quelli di natura immobiliare.
Il programma deve essere ultimato entro 24 mesi dalla data di concessione provvisoria delle agevolazioni, inoltre l’impresa entro 18 mesi dalla stipula del finanziamento bancario, dovrà dimostrare di aver sostenuto spese per un importo complessivo, in misura almeno pari al 50% del totale dell’investimento approvato, pena revoca del finanziamento.

Sergio Pisano