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E’ quasi un disperato urlo di dolore quello lanciato dai sindaci della Sardegna che hanno partecipato numerosi alla XXIII Assemblea Nazionale dell’ANCI per dire che non si può andare oltre.
La disperazione di chi ormai capisce di non potercela più fare né a far quadrare i conti del proprio bilancio, finendo dritto nel baratro del dissesto finanziario e di chi si ritrova a non poter garantire i livelli minimi dei servizi essenziali.
“L’impressione è che molti ministri del governo Prodi siano da molti anni che non parlano più direttamente con i cittadini” ha detto uno dei sindaci sardi “ Perché non si spiega altrimenti come possano fare a non capire cosa oggi chieda la gente. Noi siamo in trincea ogni giorno e ogni giorno dobbiamo misurarci con l’emergenza assicurando servizi efficiente che sappiano interpretare realmente i bisogni.”
Il sottosegretario del Ministero dell’Economia Antonangelo Casula, ex Sindaco di Carbonia ed ex presidente regionale dell’ANCI Sardegna, certo non si può dire che non sia un attento conoscitore delle problematiche dei Comuni della Sardegna e non si è sottratto ad assumersi per intero l’impegno del governo a rivedere e correggere la finanziaria nella parte che penalizza i Comuni, soprattutto i comuni più piccoli: “Credo che siano maturi i tempi perché il riparto del fondo per la finanza locale sia fatto non più basandosi per il 90% sul parametro unico della popolazione. E’ chiaro che è un metodo che penalizza proprio i piccoli comuni a vantaggio dei grandi Comuni. La forbice del trasferimento pro capite è troppo elevata all’interno delle singole fasce. E’ necessario introdurre dei parametri di perequazione che combattano i processi di spopolamento delle zone interne e sfavoriscano quelli di aggregazione metropolitana.”
Anche il sottosegretario Giampiero Scanu, ex sindaco di Olbia, si è dichiarato disponibile a sostenere le richieste dei sindaci sardi. :“noi non intendiamo buttare il bambino con l’acqua sporca”
I Sindaci della Sardegna hanno anche lanciato un chiaro avvertimento :”Questa finanziaria è nemica dei sindaci perché impone loro di aumentate tasse e imposte comunali per compensare i tagli sui trasferimenti statali . Ma prima di farci mandare a casa a calci nel sedere dai nostri cittadini, ( perché è chiaro che nessuno di noi verrebbe rieletto ) saremo noi ad andare via e dovrete commissariare tutti i comuni della nostra isola.
Ora dopo gli impegni si attendono i fatti… prima che si troppo tardi .
Il documento sottoscritto dai Comuni della Sardegna e presentato
all’Assemblea Nazionale dell’ANCI -Perugia 25 -28 ottobre 2006
Il malessere generale che investe i Comuni d’Italia per effetto dei tagli che si sono susseguiti negli anni e che anche la finanziaria 2007 tende ad accentuare, pur apprezzando l’accoglimento da parte del Governo di significative istanze del sistema delle Autonomie Locali, in Sardegna, dove i comuni sono per oltre il 90% al di sotto dei 3.000 abitanti e nei quali gli effetti dell’insularità e dell’assenza di infrastrutture adeguate rappresentano vere e proprie barriere allo sviluppo, i tagli proposti e le regole del patto di stabilitàrendono ancora più problematiche le politiche comunali sia sotto il profilo organizzativo dell’Ente locale, sia sul piano dei servizi pubblici essenziali e della stessa convivenza civile. Per queste ragioni, i Comuni della sardegna presenti alla XXIII assemblea nazionale a Bastia Umbra, impegnano l’ANCI a proporre al governo , in sede di interventi correttivi alla manovra alla Finanziaria 2007, di apportare opportune e necessarie modificazioni alle regole del patto di stabilità, per contemperare i vincoli alle spese per il persone, specie nei confronti dei Comuni più piccoli che hanno dotazioni organiche sottodimensionate e che non possono conseguire economie di sorta.
E’ necessario, pertanto, una specifica politica a favore degli Enti Locali minori, anche attraverso l’istituzione di un fondo da destinare esclusivamente alle politiche di sviluppo ed a interventi mirati a garantire i servizi minimi essenziali.
I Comuni della Sardegna auspicano, infine, che tenuto conto dei fattori dell’insularità e dell’essere l’isola l’unica Regione priva del Metano, il Governo estenda a tutti i Comuni sardi la defiscalizzazione delle fonti energetiche alternative , riconoscendo ad essi le stesse compensazioni fiscali che già operano a favore dei Comuni montani di tutta Italia. Adeguati interventi vanno poi destinati per garantire i servizi pubblici essenziali intervenendo nei confronti del Ministero dell’Economia e della Banca d’Italia ( per poste, sportelli bancari, caserme ) in quanto presidio di sicurezza e di civiltà per il Paese.
Bastia Umbra, 27 ottobre 2006 |