|
Ancora non partono i corsi nonostante la mozione del Consiglio Regionale
500 di troppo per l’obbligo formativo
Non era mai accaduto che il mondo della formazione vivesse uno stato di confusione così drammatico: l’ inaccettabile ritardo con il quale si dà avvio ai corsi di obbligo formativo sta creando un vero disastro nel sistema della formazione sarda e un danno di proporzioni incredibilmente devastanti per i giovani iscritti e per le loro famiglie.
Il 20 ottobre 2004 il Consiglio Regionale aveva approvato all’unanimità un ordine del giorno, conseguente ad una mozione presentata dai Riformatori sardi, che impegnava la giunta a far partire i corsi dell’obbligo formativo “immediatamente”.
L’obbligo formativo che con la riforma Morati già dall’anno scorso è diventato obbligo di istruzione, con un percorso triennale, e che vede oggi iscritti 4.200 giovani al secondo anno e altri 4.500 al primo anno, si trova oggi, a distanza di oltre due mesi dalla data del previsto inizio, ancora fermo ai nastri di partenza.
E mentre gli uffici dell’Assessorato al Lavoro effettuano i controlli sui registri degli enti di formazione, alla ricerca dei 500 ragazzi iscritti al secondo anno in esubero rispetto al numero prefissato di 3.700, sulla base delle stime contenute nella delibera approvata dalla Giunta Regionale, si fa sempre più consistente la sfiducia e la
In realtà ancora una volta l’errore è stato quello di credere che i ragazzi siano dei semplici numeri, e non già delle di cui si può disporre a piacimento, prescindendo da valutazioni e scelte individuali e familiari.
molto più razionali. Nella delibera di Giunta si era indicato il numero 3.700, come ipotesi di iscritti al secondo anno, in funzione di un impegno che aveva assunto il Dirigente Regionale scolastico, Dott. Pietrella, di riportare 600 dei 4.300 ragazzi dentro il sistema scolastico, ad anno scolastico già iniziato.
In realtà del preventivato numero di 600 “rientri” solo 100 giovani hanno deciso di ritornare tra i banchi della scuola, per gli altri 500, che invece hanno scelto di proseguire con l’esperienza formativa, ormai non c’è più posto. Una situazione veramente da paradosso che ha aggravato la tensione già elevata del disagio delle famiglie. Una esasperazione che finirà per richiedere l’intervento della magistratura a tutela del diritto di istruzione dei ragazzi che hanno fatto una precisa scelta iscrivendosi ad un ente di formazione professionale presso il quale assolvere ad un obbligo normativo.
E se il dramma degli iscritti al secondo anno è così elevato ancora più sconcertante e grave è la situazione per i 4.500 iscritti al primo anno. Per questi l’impegno della Giunta è solo a metà, potranno trovare accoglimento, infatti, solo le iscrizioni per 2.000 giovani. Una decisione scellerata che costringerà i ragazzi a restare in strada, con tutto ciò che ne potrà derivare, con un costo sociale che dovranno sopportare i comuni che sarà molto più elevato del risparmio conseguito dalla giunta regionale.
Meno male che il Presidente Soru intendeva iniziare il suo programma di Governo dagli “ultimi”! |