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CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA XIII LEGISLATURA
P.L. 312: Interventi a sostegno degli asili-nido
presentata dai Consiglieri regionali
VARGIU - CASSANO - FANTOLA - PISANO
il 02/04/2002
Interventi a sostegno degli asili-nido
RELAZIONE DEI PROPONENTI
 
La presente proposta di legge trae origine dalla valutazione dei continui mutamenti dei contesti sociali e familiari di riferimento avvenuta negli ultimi anni, in particolare in Sardegna. L'organizzazione familiare arcaica prevedeva un ruolo femminile più significativo nella cura dei figli e un'attività maschile maggiormente proiettata nelle attività di produzione del reddito, al di fuori della casa. A questa tradizionale forma organizzativa, che nel tempo trascorso garantiva la crescita, la gestione delle esigenze, l'educazione equilibrata dei figli, in Sardegna si aggiungeva la forza di un modello sociale di “famiglia allargata”, con la presenza di altre figure parentali (nonni, zii, cugini) che aiutavano a riequilibrare eventuali scompensi che si fossero creati all'interno del nucleo familiare in senso stretto. L'evoluzione dei costumi sociali, con il sempre maggior coinvolgimento della donna in attività lavorative che richiedono ampio impegno di tempo e di risorse fisiche e mentali e la contemporanea riorganizzazione dei nuclei familiari che, secondo i dati ISTAT, tendono sempre più alle famiglie con ridotto numero di componenti (3-4), talora monogenitoriali, propone inquietanti interrogativi e crea quelle ben note difficoltà nella cura dei figli che, di fatto, hanno contribuito a ridurre drasticamente la natalità in Sardegna e in tutta Italia. La crescita zero (tendenziale o effettiva) crea gli altrettanto noti problemi di senescenza della popolazione che, unitamente all'incremento della durata di vita media, portano oggi in Italia e in Sardegna sempre nuovi problemi di carattere culturale, socio-assistenziale e sanitario, ai quali le istituzioni hanno il dovere (ciascuna per la parte di propria competenza) di iniziare a dare significative risposte complessive. Purtroppo, non si può negare come oggi si rischi di affrontare tali problematiche ben oltre i tempi utili, con la necessità di recuperare in tempi rapidi un divario culturale che ha già radicalmente mutato le abitudini sociali delle famiglie. E' per questo che le istituzioni pubbliche sono chiamate senza più alcun ritardo a dare immediatamente quelle risposte in materia di servizi sociali integrati che sono le uniche in grado di incidere realmente sui contesti sociali di riferimento, consentendo alle famiglie di affrontare con maggior serenità il problema della cura e dell'educazione dei propri figli. In tale direzione va dunque l'iniziativa che è oggetto della presente proposta di legge che, in sintonia con il disposto nazionale della cosiddetta legge Tremonti/bis, prevede l'intervento finanziario della Regione per la creazione di strutture di sostegno alle famiglie (asili-nido e micro-nido), nella fascia anagrafica della prima infanzia (tre mesi-tre anni) nel contesto dei posti di lavoro. Ciò significa responsabilizzare Aziende, Enti, Associazioni sulla necessità di porsi il problema del supporto ai dipendenti che hanno figli nell'età anagrafica che richiede maggiori attenzioni e cure e dichiarare la valenza sociale di tale intervento, garantendo il sostegno della parte pubblica. Ciò significa ancora creare migliori condizioni di rapporto tra i genitori e i figli, mettendo a disposizione delle famiglie gli strumenti che possono consentire risparmio di tempo e di risorse e possono contemporaneamente creare meccanismi virtuosi che incidano in modo positivo sulla produttività del lavoratore e sulla qualità della sua vita familiare. In particolare, l'art.1 sancisce l'impegno della Regione nelle politiche della famiglia, mentre l'articolo 2 individua i potenziali fruitori degli interventi economici di sostegno. L'articolo 3 ribadisce la titolarità della Regione nell'individuare i requisiti minimi per la realizzazione delle strutture di sostegno all'infanzia, nell'ambito dei posti di lavoro. L'articolo 4 stabilisce facilitazioni per la destinazione d'uso dei locali. L'articolo 5 e l'articolo. 6 pongono in carico alla Regione l'impegno a redigere un programma degli interventi, stabilendo i criteri di priorità per la concessione dei contributi e valorizzando gli interventi consortili e nelle grandi strutture. L'articolo 7 reca la norma finanziaria.